IO TRAMITE L’ALTRO

IO TRAMITE L’ALTRO

Noi siamo attraverso le relazioni che abbiamo con gli altri. E più l’altro è importante più la relazione con lui presenta delle difficoltà.

Relazioni tossiche: qualcosa che praticamente tutti abbiamo sperimentato nella vita. Ora la tossicità indica una particolare degenerazione del rapporto, ma esistono poi davvero relazioni facili?

Ormai tutti sappiamo che l’uomo, in quanto animale sociale, non solo ha dovuto stabilire relazioni per poter sopravvivere, ma anche che, senza relazioni, non si rischia soltanto di non essere supportati dal prossimo, ma si rischiano conseguenze ben più gravi. Se i nostri antenati non potevano fare a meno di stringere alleanze per poter prosperare in un mondo angusto, oggi, dove tutto è a portata di click, sembra che si possa viviere tranquillamente senza impegnarsii in alcuna relazione importante. La comodità della nostra società ci illude facilmente di poter vivere una vita serena facendo a meno dell’altro, facendosi in qualche modo ‘’da sé’’ in una sorta di mito del self-made man americano.

La complessità della società moderna tende a nascondere l’importana delle relazioni: se un nostro avo avesse guardato un villaggio, non avrebbe avuto dubbi sul fatto che era stato costruito e organizzato da un gruppo di persone, fondato quindi sulla relazione.

Mentre se oggi guardiamo un sito internet, un’applicazione per il nostro cellulare o un qualsiasi servizio digitale, ci sembra quasiche sia gestito da una persona singola. Quindi abbiamo due forze che in un qualche modo tendono a occultare l’importanza della relazione: la prima è data dall’idea di poter vivere senza  il bisogno degli altri, perché, tanto, ormai nessuno deve andare a cacci per potersi procurare un sostentamento;  la seconda forza , invece, è legata alla crescente complessità della società, dove più un oggetto diventa complesso e meno si comprendono le sue relazioni interne quardandolo dall’esterno. Pertanto ci sembra quasi che quel ‘’piatto di pasta’’ sia apparso sulla nostra tavola per magia.

Mentre il mondo diventa sempre piùa portata di mano e sempre più complesso, noi esseri umani restiamo gli stessi. Ci basta leggere un po’ di letteratura per comprendere che le pene d’amore vissute dai personaggi descritti nella mitologia sono suppergiù le stesse che viviamo noi oggi.

Il dolore per il tradimento di un partner o di un amico ai giorni nostri è molto simile a quello descritto nei classici di secoli addirittura millenni fa. La struttura del nostro cervello non è cambiata molto rispetto a quella di persone vivssute nell’antica Grecia.

Si, è ovvio che non siam proprio gli stessi uomini considerando che vi possono essere differenze in base alle esperienze vissute, grazie alla nota neuroplasticità, ma sostanzialmente i nostri centri cerebrali relazionali sono pressochè identici.

Coi come le relazioni di un tempo erano intense e tempestose, allo stesso modo lo sono quelle di oggi, anche se ammantate di una coltre di tecnologie che riducono la complessità, ci rende la vita molto più comoda.

Una comodità che a tratti potremmo dire illusoria, visto che se un tempo potevamo ‘’scappare’’ da qualche parte e renderci irraggiungibili, oggi, con il digitale, siamo costantemente raggiungibili.

Questa connessione continua da un lato facilità l’entrata in relazione con il prossimo, ma dall’altro tende a nascondere la complessità che sta dietro alle relazioni, In realtà, le relazioni non sono semplici per nessuno: se infatti il lettore si ferma per qualche istante a pensare agli eventi più pesanti vissuti nella propria vita, scoprirà che la maggior parte di essi è stata causata da una relazione. Divorzi, tradimenti, e lutti sono tra le cause che portano le persone nello studio dello psicologo, e guarda caso sono tutte situazioni che hanno a che fare con l’altro. Gli psicologi lo sanno bene, dato che attraverso la relazione curano e analizzano il comportamento delle persone che chiedono aiuto. Il professionista della mente sa che la relazione è la chiave per comprendere cosa sta accadendo nella vita delle persone e che si riproduce nel suo studio, visto che i pazienti tendono a ripetere gli stessi identici schemi anche in quel contesto. Ma non abbiamo bisogno di essere nello studio di un terapeuta per iniziare a proiettare sugli altri le nostre aspettative, per iniziare a reagire in modo scorbutico come facciamo sempre una volta che la conoscenza è diventata più intima.

In altre parole. Ogni relazione tende a portarsi dietro aspetti delle relazioni passate e in particolare tende a portare con sé aspetti delle relazioni che abbiamo avuto con le figure significative della nostra vita. Paradossalmente le relazioni più difficili da gestire sono quelle che per noi sono più importanti.

Se una persona non riveste una certa importanza per noi, la nostra relazione con lei quasi mai è difficile.

Le relazioni sono il vero banco di prova della nostra crescita personale, lo sappiamo sul lavoro, dove amiamo di più stare con persone che riescono a entrare in relazione in modo sano e a gestire i problemi relazionali, piuttosto che stare con persone geniali ma insopportabili. Lo sappiamo nella nostra vita quotidiana, dove sono i problemi relazionali quelli che ci fanno stare peggio e da qualche tempo lo sappiamo anche a livello scientifico. La ricerca è molto chiara: la nostra salute mentale è legata alla qualità delle relazioni che abbiamo avuto e che abbiamo in questo momento. Concludendo: la relazione è il vero specchio mediante il quale riusciamo a vederci nel bene o nel male, e questo confronto continuo è la sfida più importante di una intera vita. Pertanto non credo che esistano davvero relazioni significative che nn si possano dire in qualche modo ‘’difficili’’.

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